E poi persino Bush sembrò meglio

La coincidenza è particolarmente felice: mentre Barack Obama deve ammettere nei fatti che le decisioni di George W. Bush sulla sicurezza nazionale non erano soltanto spacconate da cowboy guerrafondaio che offendevano il delicato senso morale maturato nel south side di Chicago, l’ex presidente gira la boa della popolarità. Dopo otto anni un sondaggio Gallup dice che sono più gli americani che lo ammirano di quelli che ne hanno una cattiva opinione. Il conto dice 49 a 46 per cento, e il trend è favorevole al vituperato Dubya che nel suo ranch texano aspetta in silenzio la ricompensa della storia. Non male per un presidente che nell’ultimo anno alla Casa Bianca era meno gradito di Nixon nel 1974, sempre secondo l’istituto Gallup. Ferraresi Perché la retorica sciapa dei Big Data non dice nulla circa vizi e virtù dell’origliamento globale - Carretta L’Europa s’indigna: Obama ci spia come se fossimo sauditi qualsiasi
18 AGO 20
Immagine di E poi persino Bush sembrò meglio
La coincidenza è particolarmente felice: mentre Barack Obama deve ammettere nei fatti che le decisioni di George W. Bush sulla sicurezza nazionale non erano soltanto spacconate da cowboy guerrafondaio che offendevano il delicato senso morale maturato nel south side di Chicago, l’ex presidente gira la boa della popolarità. Dopo otto anni un sondaggio Gallup dice che sono più gli americani che lo ammirano di quelli che ne hanno una cattiva opinione. Il conto dice 49 a 46 per cento, e il trend è favorevole al vituperato Dubya che nel suo ranch texano aspetta in silenzio la ricompensa della storia. Non male per un presidente che nell’ultimo anno alla Casa Bianca era meno gradito di Nixon nel 1974, sempre secondo l’istituto Gallup.
L’opinione attorno ai presidenti americani tende solitamente a migliorare dopo la dipartita dalla Casa Bianca, la freddezza della storia mitiga le angherie di un presente in cui anche la colpa del maltempo ricade sul presidente. Ma ora la forchetta della popolarità di Obama assomiglia molto a quella di Bush. Il presidente che ieri è andato a Boston a gettare i semi di una campagna supplettiva al Senato che funge da test nazionale per la salute del Partito democratico e poi ha fatto tappa a Miami per un paio di eventi di fundraising ha trovato un clima politico non proprio primaverile. E’ il prezzo per una serie di scandali che illustrano le leggi basilari del governare, arte che cresce nel terreno ostico del poter fare, non in quello lieve del dover essere. Bush conosceva bene le leggi della necessità che anche il suo successore ha frequentato ampiamente ma che a lungo ha tentato con astuzia di non ammettere.